La Porta dell’Inferno, dal Turkmenistan tra mito e leggenda

La Porta dell'Inferno, dove la terra brucia da 50 anni

Nel cuore del deserto del Karakum, in Turkmenistan, si trova un cratere di fuoco che brucia continuamente dal 1971. Tra la gente del posto è diffusa la credenza che si tratti di un 'fenomeno soprannaturale', tanto da avere soprannominato questo luogo la "Porta dell'Inferno". Ufficialmente è conosciuto come Darvaza Gas Crater. L’origine di questo affascinante fenomeno è tutt’altro che naturale: all'inizio degli anni '70 alcuni geologi sovietici vi installarono una piattaforma di perforazione in cerca di petrolio, ma il terreno sprofondò in una voragine sottostante piena di gas naturale. Per evitare che il gas si diffondesse e diventasse nocivo per gli abitanti delle zone limitrofe, i geologi diedero fuoco al gas e da quel giorno ebbe vita lo spettacolo che ancora oggi è possibile ammirare. Nel 2013 a seguito di una spedizione finanziata dal National Geographic e la compagnia di viaggi Kensington Tours, l’esploratore George Kourounis si cimentò in un’impresa particolarmente impegnativa calandosi all’interno del cratere per misurarne le dimensioni reali. Grazie alle sue rilevazioni è emerso che il cratere è largo circa 69 metri e profondo 30. Kourounis, inoltre, raccolse dei campioni di suolo, al fine di scoprire se la vita potesse sopravvivere in condizioni così estreme. Poté quindi constatare che alcuni batteri riuscivano a sopravvivere anche nonostante le altissime temperature e un ambiente saturo di gas metano. Un’altra scoperta decisamente curiosa riguarda il fatto che questi batteri non furono trovati in nessuno dei terreni circostanti al di fuori del cratere. Ancora oggi la Porta dell’Inferno attira molti turisti pronti a visitare questo angolo remoto e desertico del pianeta. Per la gioia dei curiosi il cratere è ancora in fiamme, anche se nel 2010 ne sarebbe stato ordinato il riempimento da parte delle autorità.