Il chirurgo russo che da solo si operò di appendicite

Il chirurgo russo Leonid Rogozov durante una spedizione antartica, nell'aprile del 1961, iniziò a sentirsi male, con nausea e forti dolori nella parte destra dell'addome. Essendo l'unico chirurgo nell'arco di diverse centinaia di chilometri, Rogozov, che all'epoca dei fatti aveva 27 anni, capì di essere la sua unica fonte di salvezza e che avrebbe dovuto fare tutto da solo.Non gli servì molto tempo per la diagnosi: si trattava di appendicite. Un intervento di routine non complicato se si effettua negli spazi idonei, ma l'Antartide non è proprio uno di questi.Rogozov faceva parte della sesta spedizione antartica sovietica, una squadra di 12 persone. Per arrivare alla base, partendo dalla Russia, trascorsero circa un mese in mare. La nave non sarebbe tornata prima di un anno ed era impensabile puntare sui soccorsi aerei per via delle bufere di neve.Non era una scelta facile, ma era una questione di vita o di morte. Alla fine, piuttosto che rischiare di morire aspettando senza fare nulla, il dottore decise che si sarebbe operato, effettuando un'auto-appendicectomia. “Devo pensare all'unica via d'uscita possibile - scrisse Rogozov sul suo diario – operarmi... E' quasi impossibile... Ma non posso incrociare le braccia e rinunciare”.Dopo essersi organizzato, il chirurgo assegnò ai suoi compagni alcuni compiti da rispettare per aiutarlo (ad esempio tenere uno specchio diretto verso il suo addome così da riuscire a vedere cosa stesse facendo). Come i suoi assistenti, anche Rogozov aveva paura, ma, una volta iniettato l'anestetico (locale), “in qualche modo - spiegò - mi sono acceso in modalità operativa e da quel momento non ho notato nient'altro”.Mentre stava terminando l'operazione rischiò di perdere conoscenza, ma, per fortuna, l'intervento riuscì fino alla fine in quasi due ore. E così, anche con l'aiuto degli antibiotici, Rogozov in una quindicina di giorni si riprese completamente e diventò, al suo ritorno in Patria, un idolo, un esempio per tutto il Paese. Questo 'eroe' russo morì nel 2000, a 66 anni, a San Pietroburgo.